Neanche nei sogni

Ricordo ancora che la loro storia è nata prima ancora che loro se ne rendessero conto. Di solito, capisci che la cosa più bella è quella sensazione si sapere di essere ancora agli inizi. Come un desiderio appena espresso che si fa il suo corto e veloce viaggio, insieme alla monetina, nella fontana. O la stessa sensazione che si prova leggendo il bigliettino trovato nei cioccolatini baci Perugina. Ti rendi conto di sentirti indistruttibile, a volte, grazie a quelle poche persone che ti regalano emozioni nuove di zecca. Indistruttibile, a volte, come l’amore che provi per una persona… solo che, non lo sai ancora quanto sia forte e da quanto tempo stia dominando il tuo stomaco.

Ricordo che lei era felice con lui, prima che lui spazzasse tutte le promesse che nascevano nel loro piccolo, ma confortevole, appartamento. Non aveva nemmeno tempo per rendersi conto delle telefonate alle 2:00 di notte, di quell’espressione disinvolta che aveva ogni volta che lei gli parlava della vacanza che avrebbero dovuto fare a Roma, né dei profumi impressi sulle sue camicie… uno diverso ogni settimana: Chanel, D&G, Dior, Bulgari, CK.

Ricordo però, l’esatto momento in cui lei si rese conto della scomparsa di suo marito dalla sua vita, pur restando ancora insieme, condividendo la stessa camera da letto e la fatica di comprendersi a vicenda. E dal giorno in cui si rese conto di essersi comportata da persona (più che stupida) incosciente, cominciò a fare sempre lo stesso sogno. Sembrava ripetersi all’infinito.

Il posto in cui si trova improvvisamente è sconosciuto a lei, mai registrato nella sua memoria, e inesistente nella realtà secondo le leggi della fisica. Lei indossa l’abito da sposa, un sorriso stampato in faccia come nel primo giorno del suo matrimonio, mentre suo marito si avvicina sempre di più a lei, indossando un vestito vecchio e sporco, che odora fastidiosamente di vergogna, tradimento, disapprovazione… ma soprattutto di odio. Una volta che arriva ad una distanza di circa 1 metro da sua moglie, la fissa negli occhi, con uno sguardo dolce anche se triste. Dopodiché la spinge in un burrone e lei, guardando il viso di suo marito rigato ormai dalle lacrime continua a cadere senza riuscire a toccare mai il fondo… con quella sensazione di brividi e ansia che si prova sulle montagne russe. 

Ogni volta che si svegliava, sudata e con il fiatone, si girava verso suo marito che dormiva beato, stringendola a sé con il braccio destro. Lui la tradiva, ma la amava. Allora pensava che, in un certo senso, quel burrone rappresentava il proprio amore per lui: una caduta libera verso una fine che non c’è… neanche nei sogni.

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Ricordo ancora che la loro storia è nata prima ancora che loro se ne rendessero conto. Di solito, capisci che la cosa più bella è quella sensazione si sapere di essere ancora agli inizi. Come un desiderio appena espresso che si fa il suo corto e veloce viaggio, insieme alla monetina, nella fontana. O la stessa sensazione che si prova leggendo il bigliettino trovato nei cioccolatini baci Perugina. Ti rendi conto di sentirti indistruttibile, a volte, grazie a quelle poche persone che ti regalano emozioni nuove di zecca. Indistruttibile, a volte, come l’amore che provi per una persona… solo che, non lo sai ancora quanto sia forte e da quanto tempo stia dominando il tuo stomaco.

Ricordo che lei era felice con lui, prima che lui spazzasse tutte le promesse che nascevano nel loro piccolo, ma confortevole, appartamento. Non aveva nemmeno tempo per rendersi conto delle telefonate alle 2:00 di notte, di quell’espressione disinvolta che aveva ogni volta che lei gli parlava della vacanza che avrebbero dovuto fare a Roma, né dei profumi impressi sulle sue camicie… uno diverso ogni settimana: Chanel, D&G, Dior, Bulgari, CK.

Ricordo però, l’esatto momento in cui lei si rese conto della scomparsa di suo marito dalla sua vita, pur restando ancora insieme, condividendo la stessa camera da letto e la fatica di comprendersi a vicenda. E dal giorno in cui si rese conto di essersi comportata da persona (più che stupida) incosciente, cominciò a fare sempre lo stesso sogno. Sembrava ripetersi all’infinito.

Il posto in cui si trova improvvisamente è sconosciuto a lei, mai registrato nella sua memoria, e inesistente nella realtà secondo le leggi della fisica. Lei indossa l’abito da sposa, un sorriso stampato in faccia come nel primo giorno del suo matrimonio, mentre suo marito si avvicina sempre di più a lei, indossando un vestito vecchio e sporco, che odora fastidiosamente di vergogna, tradimento, disapprovazione… ma soprattutto di odio. Una volta che arriva ad una distanza di circa 1 metro da sua moglie, la fissa negli occhi, con uno sguardo dolce anche se triste. Dopodiché la spinge in un burrone e lei, guardando il viso di suo marito rigato ormai dalle lacrime continua a cadere senza riuscire a toccare mai il fondo… con quella sensazione di brividi e ansia che si prova sulle montagne russe. 

Ogni volta che si svegliava, sudata e con il fiatone, si girava verso suo marito che dormiva beato, stringendola a sé con il braccio destro. Lui la tradiva, ma la amava. Allora pensava che, in un certo senso, quel burrone rappresentava il proprio amore per lui: una caduta libera verso una fine che non c’è… neanche nei sogni.

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