Conoscersi

Normalmente si inizia con il nome, l’età, l’hobby, la musica, gli studi, i sogni… A volte si parla anche del passato, altre volte del futuro. Poi se va bene si scherza e si ride. Scambi di sorrisi, di sguardi, scambi di messaggi poi, che però sai benissimo interpretare e capire conoscendo la persona in questione. Quindi parlando di piccole cose si comprende tanto di una persona: del suo carattere, e volendo poi anche qualcosa della sua personalità. Man mano il rapporto si rafforza, muta, prende sfumature diverse ma si arriva a comprendersi sempre di più, così, senza fare nessuna domanda diretta. Nessuna domanda che un Homo Sapiens Sapiens farebbe. Ma ci arrivo a tappe.

Si inizia con una domanda che odio così tanto da volerla completamente eliminare dal basilare dialogo tra due persone che si devono ancora conoscere. Ed è “Raccontami qualcosa di te.” Eh si, è una domanda. Di merda. Io non amo raccontare qualcosa di me perché prima di tutto sono molto riservata, ma non è questo il punto, anche se poi certe cose saltano comunque fuori col tempo. Bisogna aspettare, com’è giusto che sia, ed è bello così. Poi la mia domanda alla sua domanda è: ma cosa diamine ti racconto, da dove inizio, cosa ti dico, cosa, a te che non ti conosco nemmeno? E’ difficile raccontare la propria vita a qualcuno che non ti conosce, ma anche descrivere come hai passato la giornata di ieri, volendo. Perché una determinata giornata è collegata a quella del giorno prima e così via. Cose che non puoi dire così dal nulla, perché non avrebbero senso, e non è che ti metti a fare una premessa per qualsiasi piccola cosa che è successa, semplicemente perché è stupido.

Alla richiesta “Raccontami qualcosa di te” non c’è una risposta. Cosa diavolo dici? “Dì qualsiasi cosa” insiste. Se. Cosa? Ma la situazione peggiora quando questa persona ti fa una domanda talmente stupida che ti verrebbe da strappagli la lingua e buttarla in un pozzo pieno di merda, a farla marcire lì per anni. Ed è “Dimmi com’è il tuo carattere” Ma cosa cazzo vuol dire? Manco fossimo a The Club dove devi dire tre aggettivi per descriverti possibilmente evitando: bello e simpatico e testardo! Non puoi farmi domande di questo genere, andiamo, è come chiedere a qualcuno di spiegarti il sapore dell’acqua. Per dire. “Cioè non è che ci vuole molto tipo io di carattere sono dolce un po bastardo nel senso buono e molto generoso con le persone che se lo meritano” aggiunge. Non mi puoi dire questo andiamo! Quindi tu ti descrivi in tre parole, senza nemmeno usare la punteggiatura tra l’altro, con una sintassi peggiore della merda, che contornata alla tua arroganza e ignoranza si ottiene un risultato che fa pena, e pensi di aver descritto il tuo carattere eh? Guarda lascia stare!

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12 pensieri su “Conoscersi

  1. Concordo.
    Per conoscersi c’è bisogno di tempo. Così come a me piace conoscere le persone a poco a poco…così vorrei che gli altri lo facessero con me.
    Non è questione di riservatezza è anche dovuto al fatto che non accetto essere quasi “giudicata” per aver usato delle parole che per descrivermi possano averne limitato il mio essere.
    No, no…assolutamente.
    Poi son la tipa che più domande mi si fanno e più mi chiudo.
    Bel post.
    ciao
    .marta

    • io concordo, soprattutto col fatto che per conoscersi ci vuole davvero tanto tempo e poi le domande non vanno fatte. Almeno, non mirate a quello. Penso che è anche una mancanza di rispetto, anche questo voler bruciare le tappe: cose del tipo, non mi frega di come stai ora, voglio sapere cosa rappresenti. Insomma, persone superficiali.

      Anna

  2. E bé, da ciò si deduce che si può capire tutto di una persona anche dalle domande che in genere fa. Ad esempio la persona che hai descritto è molto, ma molto superficiale, oltre che grossolana. Hai perfettamente ragione, quando si vuol conoscere qualcuno bisogna farlo sempre a piccole dosi. In questo modo si sviluppa anche la curiosità per quella persona, non so se mi spiego. Senza quella, non sarebbe appropriato nemmeno il verbo conoscersi.

    • ESATTO, molto superficiale! E io odio questa tipologia di persone, insieme a quelle prepotenti e ipocrite. Lui è un po’ un miscuglio di queste cose.
      Io credo che certe cose non si possono e non si devono spiegare, le cose bisogna viverle… un po’ come l’amore.

      Buona serata!
      Anna 🙂

  3. Io direi che il primo motivo per evitarlo è la mancanza di punteggiatura. A priori, proprio!
    Per quanto riguarda le domande (di merda)… beh, o non sa lui che cosa dire e cerca di collegarsi a qualcosa che dici tu oppure, per lui, è solo un passatempo. Solo state le prime ipotesi che mi sono venute in mente.
    Ma poi… il fatto che sia “dolce e un po bastardo”… ma chi lo vuole? A meno che tu non sia masochista…. In tal caso, scusami e fai quello che ti pare! 🙂

    • hahahah bellissimo commento! Io questo non lo conosco però tanto per chiacchierare a volte, come faccio anche su twitter, non mando a cagare la gente subito, sai uno ci prova. Non sono nemmeno il tipo di ragazza che cerca ‘fidanzati’ online, e so che non lo hai pensato ma volevo puntualizzarlo.
      Si, io sono d’accordo con te, lui voleva solo un passatempo, poi dai messaggi sembrava anche scocciato, faceva domande stile Le iene, senza punteggiatura appunto. Bah, lasciamo perdere 😉

      Grazie del commento
      Buona serata!!

      Anna

      • Ma che grazie del commento? Mi diverto anch’io!
        Hai fatto bene a puntualizzarlo (non si sa mai)… anch’io ho provato più di una volta a dare una seconda possibilità alla gente. Peraltro, a gente che ho anche conosciuto di persona… Ti dico solo che alla seconda volta, questo mi spiegava le spiegazioni delle varie vasche all’acquario.
        Prontoooo??? Sono andata a scuola, anch’io so leggere…!
        Però c’è da dirlo: fanno figure del cavolo, ma almeno ti danno un motivo per sorridere (e per scrivere sul blog)!

      • guarda è vero, a volte ti fanno ridere, però quando c’è di mezzo (mi spiace dirlo) l’ignoranza a me non fa ridere un bel niente…
        che devo dire…. ora non ci sentiamo più! haha

        Buona serata
        Anna

  4. In realtà credo che la cosa migliore sia semplicemtne presentarsi come si è, dando all’altra persona il modo di conoscerti in base ai suoi mezzi ed alle sue esperienze.
    Infatti, per esempio, se dico che sono una persona riservata spesso dall’altra parte si sente “recluso/isolato/solitario”…
    In fondo il mio giudizio su me stesso si basa sui miei valori, che possono benissimo essere diversi da quelli altrui, no? Quello che per me è importante può non esserlo per un’altra persona e (conoscendomi) la cosa vale ancora di più viceversa.

    • Noi siamo diversi per ogni persona che ci conosce e che conosciamo! E’ giusto quello che dici ed è normalissimo. Per questo dico. Che senso ha, chiedere “com’é il tuo carattere” se comunque ogni persona ha un giudizio diverso.
      Buona serata!
      Anna

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