«Sì, secondo me sei proprio stronza.»

Una volta la mia professoressa di italiano del liceo si è permessa di fare un commentino sul mio carattere del tutto inaspettato e inopportuno, dopo solo un anno che poteva ritenere presuntuosamente di “conoscermi”. «Tu mi sai di una ragazza stronza.» Questo, è stato il suo brillantissimo commento. Ma forse indirettamente è un po’ colpa mia, insomma, io più o meno dal primo mese o giù di lì, non ho fatto altro che pensare che effettivamente lei fosse una stronza, per un motivo o per un altro cercando ovviamente di non farglielo capire dato che lei aveva il diritto di decidere quasi tutto. Si vede però che lei l’aveva percepito il mio pensiero perché mi ha chiamata esattamente così a distanza di un anno. Beh. Il suo voleva essere un commento giusto, frutto di un’accurato e dettagliato studio della mia personalità in base a quelle ore di psicologia che si è fatta all’università unita alla sua esperienza di vita. E così ha pensato bene di esprimere il suo giudizio di cui comunque io ne potevo benissimo fare a meno, e anche dei tratti psicologici della mia grafia non è che mi fregava tanto. No, non è una grafologa. Insomma senza il suo “sì, secondo me sei un po’ stronzetta” vivevo bene comunque. Da notare la ripetizione utile a rafforzare il suo pensiero iniziale. Io l’ho guardata. Ho accennato un sorriso nervoso che voleva dire “what the fuck” e “fuck you” messi insieme, per intenderci. A quel punto tutti i miei compagni, chi prima chi dopo, si son girati verso di me. Silenzio tombale. Si sentiva solo la voce acuta e irritante della prof grafologa/psicologa/rompicoglioni-stronza che ogni tanto aggiungeva man mano parole che io non sentivo più ormai. Ora, vi rendete conto che dalla reazione dei miei compagni era palese che io non ero vista come una ragazza stronza bensì (forse) come una ragazza simpatica ma molto riservata e timida, e che quindi, il commento della prof era stato inteso da quasi tutti come una specie di provocazione, pesce d’aprile, scherzo di cattivo gusto o roba simile. Aspettavano una mia risposta. Tutti. La prof in primis. Io non ho risposto perché ero rimasta senza parole. Certo, ora non me ne frega niente ma questi episodi in prima superiore lasciano chiunque un po’ perplesso e dubbioso sull’effettiva capacità di esprimere giudizi delle persone.

Ora la risposta ce l’avrei, cara professoressa. Probabilmente agli occhi di alcuni appaio stronza perché sono lo specchio della gente che ho intorno, di quello che certe persone effettivamente sono, o meglio, di quello che loro vedono negli altri. Quindi se tu hai visto in me una persona stronza…Chiediti con che occhi guardi il mondo. Chiediti chi sei tu, prima.

Annunci

5 pensieri su “«Sì, secondo me sei proprio stronza.»

  1. Ma non è che avevamo la stessa professoressa di Italiano? 😀
    La mia era di un’ignoranza abissale, e nonostante fossi anch’io estremamente timida mi piaceva punzecchiarla facendole domande a cui lei, ovviamente, non sapeva rispondere. Non lo sopportava, tanto che ai compiti in classe a stento mi metteva un 6. Spesso mi diceva: «Sei una ragazza presuntuosa e arrogante.» Poi ho preso il massimo alla maturità, e uscita dall’aula, mentre lei parlava con altri ragazzi di Manzoni, le corressi un’imprecisione. La sua faccia non la dimenticherò mai più. 🙂
    Anche adesso, quando a un esame capito con professori simili, mi piace risponderli a modo e levarmi i sassolini dalle scarpe. Ma solo dopo aver firmato la camicia. 😛

    • Mi piaci tu, hai stile!! 😉
      Brava, hai fatto bene. Non ho mai capito perché ci deve essere questo ‘muro’ tra gli insegnati e gli alunni per cui alcuni prof si possono anche permettere di essere presuntuosi. Certo neanche i ragazzi non scherzano, ma sono ragazzi. Sono lì per imparare, così come anche loro insegnanti continuano ad imparare. Si impara sempre nella vita, che tu sia uno studente o un insegnante, voglio dire, cosa cambia. Forse una laurea. L’età.
      Il mio prof di diritto, che lasciando perdere la materia, AMO, dice sempre: Io una volta che arrivo a casa e mia moglie mi chiede “Allora, cosa hai insegnato oggi ai ragazzi?” io rispondo “Non ho insegnato nulla, ma in compenso ho imparato molto”.
      E ovviamente con lui le cose si studiano, e ti giuro, averlo in classe è una fortuna enorme. Lo adorano tutti, è una specie di filosofo. ^^
      Avere insegnanti così, lo auguro a tutti.

      Buona serata!!
      😉

      • Quegli insegnanti lì, quelli presuntuosi, sono proprio quelli che non ti insegnano mai nulla, e che avrebbero bisogno di imparare tante cose. Il problema è che sono anche i più determinanti sul tuo curriculum. Ecco, invece questi professori qui, quelli che conoscono fin troppo bene e sanno fare bene il loro mestiere, sono quelli che t’insegnano qualcosa ma che sul curriculum non appaiono proprio, stile legge di Murphy. Vabbè, divagazioni personali. 😉
        Buona serata a te. 🙂

  2. Sono quelle bombe che ti cadono davanti senza preavviso. E tu ti ritrovi con un commento scomodo da gestire e le emozioni provocate da elaborare. Possibilmente, in tre secondi. Urca, che cosa difficile.
    A me è capitato lo stesso, ma dalla parte opposta della barricata, cioè dai compagni. E anche lì… Più che prenderli a male parole e rispondere, volevo prima prenderli a testate e poi farmi spiegare le ragioni.
    Ah, Gandhi, Gandhi. La tua filosofia, a volte, non fa per me… 🙂
    Credo che serva un corso all’università per situazioni così, “Commenti sgraditi: cosa sono e come reagire”

    • Bel commento, bella riflessione.
      Lui probabilmente direbbe di ignorarla. Come sostiene che qualsiasi tipo di violenza va ignorata perché non fa per noi. Detto a parole mie.
      Ora come ora quando ci ripenso a quel momento mi rendo conto che ho fatto bene a non rispondere. Penso che con il tempo queste cose, non si dimenticano certo, ma ci si passa sopra. Probabilmente se avessi risposto si sarebbe creato un caos, e mi sarebbe rimasto il sapore del rancore ancora oggi, a darmi fastidio anche quando assaporo dessert che mi riserva la vita.
      L’ignoranza va appunto ignorata.
      Buona giornata.
      🙂

      Anna

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.

«Sì, secondo me sei proprio stronza.»

Una volta la mia professoressa di italiano del liceo si è permessa di fare un commentino sul mio carattere del tutto inaspettato e inopportuno, dopo solo un anno che poteva ritenere presuntuosamente di “conoscermi”. «Tu mi sai di una ragazza stronza.» Questo, è stato il suo brillantissimo commento. Ma forse indirettamente è un po’ colpa mia, insomma, io più o meno dal primo mese o giù di lì, non ho fatto altro che pensare che effettivamente lei fosse una stronza, per un motivo o per un altro cercando ovviamente di non farglielo capire dato che lei aveva il diritto di decidere quasi tutto. Si vede però che lei l’aveva percepito il mio pensiero perché mi ha chiamata esattamente così a distanza di un anno. Beh. Il suo voleva essere un commento giusto, frutto di un’accurato e dettagliato studio della mia personalità in base a quelle ore di psicologia che si è fatta all’università unita alla sua esperienza di vita. E così ha pensato bene di esprimere il suo giudizio di cui comunque io ne potevo benissimo fare a meno, e anche dei tratti psicologici della mia grafia non è che mi fregava tanto. No, non è una grafologa. Insomma senza il suo “sì, secondo me sei un po’ stronzetta” vivevo bene comunque. Da notare la ripetizione utile a rafforzare il suo pensiero iniziale. Io l’ho guardata. Ho accennato un sorriso nervoso che voleva dire “what the fuck” e “fuck you” messi insieme, per intenderci. A quel punto tutti i miei compagni, chi prima chi dopo, si son girati verso di me. Silenzio tombale. Si sentiva solo la voce acuta e irritante della prof grafologa/psicologa/rompicoglioni-stronza che ogni tanto aggiungeva man mano parole che io non sentivo più ormai. Ora, vi rendete conto che dalla reazione dei miei compagni era palese che io non ero vista come una ragazza stronza bensì (forse) come una ragazza simpatica ma molto riservata e timida, e che quindi, il commento della prof era stato inteso da quasi tutti come una specie di provocazione, pesce d’aprile, scherzo di cattivo gusto o roba simile. Aspettavano una mia risposta. Tutti. La prof in primis. Io non ho risposto perché ero rimasta senza parole. Certo, ora non me ne frega niente ma questi episodi in prima superiore lasciano chiunque un po’ perplesso e dubbioso sull’effettiva capacità di esprimere giudizi delle persone.

Ora la risposta ce l’avrei, cara professoressa. Probabilmente agli occhi di alcuni appaio stronza perché sono lo specchio della gente che ho intorno, di quello che certe persone effettivamente sono, o meglio, di quello che loro vedono negli altri. Quindi se tu hai visto in me una persona stronza…Chiediti con che occhi guardi il mondo. Chiediti chi sei tu, prima.

5 pensieri su “«Sì, secondo me sei proprio stronza.»

  1. Ma non è che avevamo la stessa professoressa di Italiano? 😀
    La mia era di un’ignoranza abissale, e nonostante fossi anch’io estremamente timida mi piaceva punzecchiarla facendole domande a cui lei, ovviamente, non sapeva rispondere. Non lo sopportava, tanto che ai compiti in classe a stento mi metteva un 6. Spesso mi diceva: «Sei una ragazza presuntuosa e arrogante.» Poi ho preso il massimo alla maturità, e uscita dall’aula, mentre lei parlava con altri ragazzi di Manzoni, le corressi un’imprecisione. La sua faccia non la dimenticherò mai più. 🙂
    Anche adesso, quando a un esame capito con professori simili, mi piace risponderli a modo e levarmi i sassolini dalle scarpe. Ma solo dopo aver firmato la camicia. 😛

    • Mi piaci tu, hai stile!! 😉
      Brava, hai fatto bene. Non ho mai capito perché ci deve essere questo ‘muro’ tra gli insegnati e gli alunni per cui alcuni prof si possono anche permettere di essere presuntuosi. Certo neanche i ragazzi non scherzano, ma sono ragazzi. Sono lì per imparare, così come anche loro insegnanti continuano ad imparare. Si impara sempre nella vita, che tu sia uno studente o un insegnante, voglio dire, cosa cambia. Forse una laurea. L’età.
      Il mio prof di diritto, che lasciando perdere la materia, AMO, dice sempre: Io una volta che arrivo a casa e mia moglie mi chiede “Allora, cosa hai insegnato oggi ai ragazzi?” io rispondo “Non ho insegnato nulla, ma in compenso ho imparato molto”.
      E ovviamente con lui le cose si studiano, e ti giuro, averlo in classe è una fortuna enorme. Lo adorano tutti, è una specie di filosofo. ^^
      Avere insegnanti così, lo auguro a tutti.

      Buona serata!!
      😉

      • Quegli insegnanti lì, quelli presuntuosi, sono proprio quelli che non ti insegnano mai nulla, e che avrebbero bisogno di imparare tante cose. Il problema è che sono anche i più determinanti sul tuo curriculum. Ecco, invece questi professori qui, quelli che conoscono fin troppo bene e sanno fare bene il loro mestiere, sono quelli che t’insegnano qualcosa ma che sul curriculum non appaiono proprio, stile legge di Murphy. Vabbè, divagazioni personali. 😉
        Buona serata a te. 🙂

  2. Sono quelle bombe che ti cadono davanti senza preavviso. E tu ti ritrovi con un commento scomodo da gestire e le emozioni provocate da elaborare. Possibilmente, in tre secondi. Urca, che cosa difficile.
    A me è capitato lo stesso, ma dalla parte opposta della barricata, cioè dai compagni. E anche lì… Più che prenderli a male parole e rispondere, volevo prima prenderli a testate e poi farmi spiegare le ragioni.
    Ah, Gandhi, Gandhi. La tua filosofia, a volte, non fa per me… 🙂
    Credo che serva un corso all’università per situazioni così, “Commenti sgraditi: cosa sono e come reagire”

    • Bel commento, bella riflessione.
      Lui probabilmente direbbe di ignorarla. Come sostiene che qualsiasi tipo di violenza va ignorata perché non fa per noi. Detto a parole mie.
      Ora come ora quando ci ripenso a quel momento mi rendo conto che ho fatto bene a non rispondere. Penso che con il tempo queste cose, non si dimenticano certo, ma ci si passa sopra. Probabilmente se avessi risposto si sarebbe creato un caos, e mi sarebbe rimasto il sapore del rancore ancora oggi, a darmi fastidio anche quando assaporo dessert che mi riserva la vita.
      L’ignoranza va appunto ignorata.
      Buona giornata.
      🙂

      Anna

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.