Tema a scuola: Modelli e valori

Traccia: Se, come si deduce dal brano, gli adulti e gli anziani oggi non rappresentano più per i giovani un modello al quale ispirarsi, chi potrebbe, secondo la tua opinione, svolgere questo ruolo? Motiva la tua risposta.

Oggigiorno i giovani non hanno più veri e propri modelli a cui ispirarsi come succedeva un tempo quando, ad esempio, i figli maschi vedevano il padre come una vera e propria guida, come un modello da seguire, una persona di cui andare fiero e stimare anche quando si veniva puniti pesantemente a scopo educativo, come del resto succedeva un tempo. Oggi, il rapporto tra genitori e figli è diverso. Da una parte è cambiata la mentalità, il  modo di vedere tante cose, di viverle, di affrontarle, e di conseguenza la generazione che questa mentalità ha creato dietro sé. Infatti spesso il rapporto tra un genitore e figlio oggi è più amichevole, creando situazioni in cui il padre o la madre diventano il padre/amico, e la madre/amica. Questo certamente è visto dai ragazzi in modo molto positivo: raccontano ai genitori le proprie cose come le racconterebbero ad un amico, si rivolgono a loro come farebbero più o meno con i propri amici, e quindi automaticamente si aspettano di ricevere come feedback lo stesso atteggiamento. Il punto è che mentre i figli mettono in atto questo meccanismo dove non ci sono regole rigide o dove non ce ne sono affatto, i genitori a loro volta li seguono e li danno quello che vogliono, quello che li fanno sentire a loro agio, insomma li fanno contenti, probabilmente per sentirsi dei bravi genitori, per essere più “rispettati”, per essere come “tutti gli altri genitori”. Rapporti che sembrano una richiesta d’amicizia su facebook da parte dei figli che i genitori prontamente accettano per non sentirsi esclusi dalla loro vita. Anche se purtroppo questa metafora viene spezzata via dalla realtà, dove i genitori su facebook commentano le foto dei propri figli con frasi del tipo “Sei bellissima tesoro della mamma ti voglio tanto bene” e cento cuoricini.

Ora, so che molti non sarebbero d’accordo con me: le stesse persone che vivono la situazione descritta sopra. Io però penso di avere delle idee basate su fondamenti che sono  la rigida educazione che ho ricevuto e la mia esperienza, che per quel che vale, mi ha insegnato delle cose.

Io penso francamente che questo tipo di rapporto è almeno in parte sbagliato. Secondo me il genitore deve certamente essere presente nella vita del proprio figlio, è indispensabile quando è appena nato, è giusto che ci sia nella fase di crescita, quando ancora va alle elementari ed è per il punto di vista della crescita ancora fragile. Ma oltre all’educazione dei genitori inevitabilmente c’è un mondo la fuori contro il quale lui continuerà a sbatterci la faccia e a farsi male. Farà un percorso inevitabilmente parallelo dove da una parte ci saranno i genitori e le loro regole, e il mondo fuori sempre con le sue regole e le variate persone che incontrerà cambiandogli almeno in parte il percorso della sua vita. Il ragazzo continua a fare delle scelte, sempre, e lo fa nei due ambienti che conosce: l’ambiente familiare e quello esterno, sconosciuto, pieno di cose nuove: belle e brutte. E le scelte le fa sempre, a volte senza che i genitori se ne accorgano, a volte senza che lui stesso sappia a che cosa va incontro. Ed è giusto così, è giusto che viaggi su due binari, che faccia due tipi di esperienze ed imparare da entrambe.

Nel momento in cui il genitore fa l’amico, mette il figlio nella condizione di vederlo appunto più che altro come amico che come genitore e quindi inquadrarlo come una persona con la quale parli di quello che vuoi, fai quello che vuoi, e che tratti come vuoi. In questo modo il genitore elimina il primo mondo: ovvero quello fatto di regole e premiazioni, di sacrifici, di litigate e di riconciliazioni, un mondo che insegna un ragazzo a diventare più forte, ad avere dei valori e combattere per puntare sempre in alto. Succede che il figlio che vede il padre o la madre con un amico, prenderà in considerazione i loro consigli solo se vorrà, deciderà lui se ascoltare o prendere in considerazione un concetto, una regola o eventuali limiti… proprio come si fa con un amico infondo.

A questo punto del discorso non c’è da stupirsi se gli adolescenti d’oggi non hanno come modello i genitori, o i nonni. Almeno, questo nella maggior parte dei casi, non voglio certo generalizzare. Non è giusto che i figli debbano seguire passo passo i genitori, soprattutto nell’età più adulta, perché è giusto fare esperienze e capire per conto proprio la vita; però nel momento in cui affidi la tua educazione, in un certo senso, al mondo la fuori rischi di prendere una brutta strada: e basta guardare la fuori appunto per capire di cosa sto parlando. La nostra generazione è giustamente diversa da quella vecchia, e quelle future lo saranno a loro volta, ma a parte il progresso nei campi come la tecnologia, la scienza, la medicina, quello a livello mentale sta subendo delle deviazioni. Le persone ad un tratto non sanno più chi sono, non sanno cosa vogliono veramente e vacillano tra finti valori e pericolosi futuri che si creano in base ad aspettative subdolamente imposte dalla società, dove non è più l’uomo a creare il mondo che lo circonda ma è il mondo intorno a lui a manipolarlo costruendo un individuo primo di pensieri, valori, aspettative e principi: un individuo estremamente fragile, quindi debole, quindi manipolabile: quindi non più un uomo libero.

6 replies on “ Tema a scuola: Modelli e valori ”
  1. Insomma, in una fase delicata di formazione com’è quella degli adolescenti, è indispensabile avere delle linee guida e delle restrizioni. Dei confini, ecco. E gli unici che possono fissarli sono i genitori.

  2. Come genitore, non posso che darti ragione. Quando sento madri che dicono: sono la migliore amica di mia figlia, rabbrividisco.

  3. Genitori, insegnanti amici sì, ma facendo rispettare i rispettivi ruoli.
    I ” paletti ” messi da genitori sono le sicurezze che fanno dei figli gli individui consapevoli delle loro scelte.
    Felice di averti incontrato!
    Love
    L

    1. Proteggere troppo però non va bene, ce lo insegna anche la natura. Anche se a dirla tutta, prima o poi i figli se vogliono fare di testa loro, lo fanno.

      Grazie della visita.
      A

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