Il non saper agire

Capita che affronti situazioni diverse. Capita che sei abituato a scrivere tutto quello che ti passa per la testa così poi te lo rileggi, tra le righe magari, per capire finalmente cosa ti passa per quella tua testa di cazzo. (Testa di cazzo, sì. Dopo capirai perché). Ti fanno domande e non rispondi. E non è che tu non sappia cosa dire, anzi, è che non sai proprio come dirlo, come metter giù la frase.

E allora sembra che dici sempre le stesse cose, solo perché usi spesso le stesse espressioni alle quali ormai si sono abituati tutti, e delle quali francamente ti stai anche rompendo un po’ i coglioni. Però in qualche modo devi liberarti dai pensieri che hai in testa, altrimenti il tuo istinto si prende il permesso di agire per i cazzi suoi, ridendo in faccia alla ragione. E poi cosa? E poi ti penti perché non ci hai riflettuto abbastanza prima di fare questo e quello, oppure non ci hai messo abbastanza cuore nel fare quest’altro. E poi vaffanculo. (Vaffanculo, sì. Dopo capirai perché).

Diciamo pure che è facile dare la soluzione giusta dopo che hai fatto qualcosa di sbagliato. A far quello son capaci tutti, il punto è riuscire a farlo prima, di agire. E’ anche su questo concetto che alcuni criticheranno le cose che farai, sempre. E Madonna, a sentire certe persone mi sanguinano le orecchie, mi scoppia la testa, gli ipotetici coglioni mi scendono sempre di più per le stronzate che dicono, e se dovessi continuare l’elenco mi verrebbero i crampi alle mani a furia di scrivere. Ma non divaghiamo, dai. Non oggi.

Succede che perdi il controllo della situazione, ecco cosa. E sì, “devi mettercela tutta”, “impegnarti”, alzarti se cadi” e bla bla bla, solo che è molto più facile a dirsi che a farsi. E quando ci si mettono tutti con frasi di incoraggiamento come se davvero gliene fregasse una sega di quello che stai passando, allora non è nemmeno più facile a dirsi. Parlo di quel preciso istante in cui ti rendi conto che la cosa ti sta fuggendo di mano e che non puoi fare niente

E quindi non fai niente. Ecco il motivo per cui, “vaffanculo, sono una testa di cazzo”. (Adesso hai capito perché). 

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Capita che affronti situazioni diverse. Capita che sei abituato a scrivere tutto quello che ti passa per la testa così poi te lo rileggi, tra le righe magari, per capire finalmente cosa ti passa per quella tua testa di cazzo. (Testa di cazzo, sì. Dopo capirai perché). Ti fanno domande e non rispondi. E non è che tu non sappia cosa dire, anzi, è che non sai proprio come dirlo, come metter giù la frase.

E allora sembra che dici sempre le stesse cose, solo perché usi spesso le stesse espressioni alle quali ormai si sono abituati tutti, e delle quali francamente ti stai anche rompendo un po’ i coglioni. Però in qualche modo devi liberarti dai pensieri che hai in testa, altrimenti il tuo istinto si prende il permesso di agire per i cazzi suoi, ridendo in faccia alla ragione. E poi cosa? E poi ti penti perché non ci hai riflettuto abbastanza prima di fare questo e quello, oppure non ci hai messo abbastanza cuore nel fare quest’altro. E poi vaffanculo. (Vaffanculo, sì. Dopo capirai perché).

Diciamo pure che è facile dare la soluzione giusta dopo che hai fatto qualcosa di sbagliato. A far quello son capaci tutti, il punto è riuscire a farlo prima, di agire. E’ anche su questo concetto che alcuni criticheranno le cose che farai, sempre. E Madonna, a sentire certe persone mi sanguinano le orecchie, mi scoppia la testa, gli ipotetici coglioni mi scendono sempre di più per le stronzate che dicono, e se dovessi continuare l’elenco mi verrebbero i crampi alle mani a furia di scrivere. Ma non divaghiamo, dai. Non oggi.

Succede che perdi il controllo della situazione, ecco cosa. E sì, “devi mettercela tutta”, “impegnarti”, alzarti se cadi” e bla bla bla, solo che è molto più facile a dirsi che a farsi. E quando ci si mettono tutti con frasi di incoraggiamento come se davvero gliene fregasse una sega di quello che stai passando, allora non è nemmeno più facile a dirsi. Parlo di quel preciso istante in cui ti rendi conto che la cosa ti sta fuggendo di mano e che non puoi fare niente

E quindi non fai niente. Ecco il motivo per cui, “vaffanculo, sono una testa di cazzo”. (Adesso hai capito perché).  (altro…)

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