Non fare l’intellettuale

Giuro che mi è capitato di avere a che fare con persone che -commentando il mio blog, o semplicemente leggendo quello che ho scritto su qualche social sperduto sul web- mi hanno detto “cogliona ma perché cazzo devi sempre fare l’intellettuale, non c’è una lezione di vita per ogni cazzo di cosa, cazzo”. A parte che c’è sempre una lezione di vita, sia quando sbagliamo sia quando facciamo qualcosa nel modo corretto, attraverso i feedback che riceviamo. Perché sapete, non è che si sbaglia proprio sempre, ci sono anche quelle volte in cui facciamo le cose per bene, e lo dimostrano poi gli effetti positivi che vediamo su di noi e su chi ci circonda. Lo dimostrano le soddisfazioni che abbiamo, quelle soddisfazioni pulite e semplici.

Non scrivo un post per ogni commento negativo che ricevo, anche perché non ce ne sono tantissimi, ma il punto è che tutti i commenti sono fatti da una persona in carne e ossa. Tutti i commenti creano una specie di profilo della persona in questione. Non è mica un computer a insultarmi, è una persona, e una anche poco intelligente. Sinceramente mi da fastidio. Nella vita di tutti i giorni mica tolleriamo le persone maleducate, mica tolleriamo quello che in tram spinge, il commesso che fa lo scocciato, il cliente che prova due mila vestiti e lascia tutto in giro, il compagno di classe che copiava da te e tu prendevi 5 e lui 6, il vicino che ha le sedie di piombo, o qualsiasi altra persona che fa cose fastidiose. Non potremmo mai tollerare l’atteggiamento di queste persone quindi perché dovrei lasciar passare un commento del genere? Quello che l’ha scritto ha un nome, un indirizzo, un numero di telefono, quindi vaffanculo la responsabilità delle cose che dice se la prende.

Ma vabbè, le persone sbagliano. Ma il punto è riconoscerlo, pentirsi, non so. Noi potremmo anche essere in grado di sbagliare di meno, se solo sapessimo assimilare meglio gli input e controllare di più gli output. Sbaglieremmo di meno se ci  prendessimo un po’ di tempo per analizzare i nostri errori, e devo dire che nessuno lo fa, viene vista come una semplice perdita di tempo. Poi però si va dallo psicologo prima o poi per rimediare al danno, peccato che dallo psicologo si fa la stessa cosa, analizzare gli errori. Altrimenti si va sui blog delle persone a scaricare il proprio mal di vivere.

Mi fermo spesso a pensare a voi che mi leggete, e penso che chi si prende il tempo di leggere -bene o male qualsiasi cosa: dal giornale, ai libri, ai blog, alle info sul web- stia intraprendendo o continuando una crescita interiore che lo renderà più solido, fermo, senza tutta questa ansia che la si percepisce nelle persone. E’ un cane che si morde la coda questa società, prima o poi tutti vogliono la stabilità mentale, un equilibrio, un posto in cui sentirsi a casa ma poi nessuno inizia davvero questo percorso. Quindi penso al tizio che mi ha scritto quel commento e mi viene da ridere, perché le persone come lui superficiali con il loro mondo materiale -dove le lezioni di vita non esistono- sono quelle che a 30 entrano in depressione perché non sanno che percorso stiano intraprendendo, o a che punto siano. Mi fa ridere semplicemente, perché certe cose vanno capite al momento giusto, altrimenti non si capiranno mai. E quello lì probabilmente non le capirà mai.

Fortunatamente ho delle persone, a cui tengo molto, che mi aiutano in questa fase. Ma se voi non aveste qualcuno di cui vi fidate, almeno quando leggete qualcosa con cui poi potete fare un confronto non snobbatela. Giusta o sbagliata che sia, è sempre una manciata di pensieri con cui fare un paragone, da cui imparare qualcosa scritto tra le righe magari o semplicemente con cui non essere d’accordo. In questo modo però almeno si prende una posizione. Un sì o un no. Non un boh. Un “non sono d’accordo”, un “sono d’accordo”, un “ma”, un “però”, non un “cogliona, ma perché cazzo devi sempre fare l’intellettuale, non c’è una lezione di vita per ogni cazzo di cosa, cazzo”.

Ebbasta… Fatevi un esame di coscienza, e che cazzo!

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14 pensieri su “Non fare l’intellettuale

    • Anche scrivere commenti razzisti è libertà di espressione? (Per dirne una) Non credo.
      Gli insulti, in questo caso, non sono libertà di espressione, lo sono le opinioni argomentate. Se avesse scritto “non sono d’accordo, i tuoi articoli sembrano sempre delle lezioni di vita, il mio modo di vedere la vita è diverso” (per dire) quello sì che sarebbe un’opinione, e quindi la validissima libertà di espressione sarebbe indiscutibile.
      Ormai stanno tutti accettando il caos, a mio parere, poi ad esempio ci lamentiamo delle “guerre”.

  1. certa gente rende legittimo sentirsi superiori…
    non hai idea del il complesso di inferiorità che scateni in loro, specialmente quando non capiscono nemmeno di cosa parli

    • Ciao! 🙂

      Io non esprimo semplicemente le mie opinioni, tutto quello che scrivo è frutto di un’esperienza, di una cosa vissuta veramente. Se tu scrivessi un post in cui dicessi di essere andato al cinema io lo leggerei, se tu stessi male per un conflitto con qualcuno e lo scrivessi sul tuo blog io lo leggerei, perché le esperienze degli altri sono importanti quanto le mie. Solo che ognuno le racconta a modo suo. Che ci vuoi fare.

      Un saluto,
      A.

  2. Purtroppo nel web sono in molti a nascondersi dietro false identità sparando a zero sulle libere opinioni della gente. Essere maleducati e strafottenti è una scelta di vita. Io sarei incazzata quanto te (in passato mi accadde anche di peggio), ma se ne hai la forza… vai oltre.
    Stefania

      • In breve. Circa 7 anni scoprii per caso che nel web era nato un sito dove le adepte avevano come mission quella di distruggere virtualmente le persone. All’epoca avevo appena pubblicato il mio primo romanzo: mi massacrarono. Esordivano senza ritegno con nome e cognome, roba da denuncia presso la P.P per diffamazione ed ingiuria. Poi, un bel gg, hanno toccato qualcuno che forse era intoccabile ed il sito è stato fatto chiudere. Ho sofferto per mesi per la situazione e per ciò che postavano sul loro fico forum sulla sottoscritta.
        Era un gioco al massacro, ed erano in molte. Tutte donne.
        Ti par giusto? No, non lo è. Non ho mai nemmeno avuto la possibilità di difendermi.
        Solo in un occasione mi rifeci: mandarono una delegazione del gruppo ad una mia presentazione letteraria a Milano. Lo scopo era quello di disturbare, ma dal vivo non son nemmeno riuscite a dire ciao.
        Potenza del web e dei nickname.

      • Potenza del web, bah, io credo che dovrebbero prendere dei provvedimenti. Lasciare la libertà di parola sì, ma in caso di insulti, diffamazione, o cose del genere intervenire. E che cavolo! MI spiace per quel che hai passato, ad ogni tua parola ho immaginato quello che hai provato, per cosa, per delle persone stupide? Non è libertà di parola, è ignoranza e cattiveria. Cose che disturbano parecchio.

        Un abbraccio.

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Non fare l’intellettuale

Giuro che mi è capitato di avere a che fare con persone che -commentando il mio blog, o semplicemente leggendo quello che ho scritto su qualche social sperduto sul web- mi hanno detto “cogliona ma perché cazzo devi sempre fare l’intellettuale, non c’è una lezione di vita per ogni cazzo di cosa, cazzo”. A parte che c’è sempre una lezione di vita, sia quando sbagliamo sia quando facciamo qualcosa nel modo corretto, attraverso i feedback che riceviamo. Perché sapete, non è che si sbaglia proprio sempre, ci sono anche quelle volte in cui facciamo le cose per bene, e lo dimostrano poi gli effetti positivi che vediamo su di noi e su chi ci circonda. Lo dimostrano le soddisfazioni che abbiamo, quelle soddisfazioni pulite e semplici.

Non scrivo un post per ogni commento negativo che ricevo, anche perché non ce ne sono tantissimi, ma il punto è che tutti i commenti sono fatti da una persona in carne e ossa. Tutti i commenti creano una specie di profilo della persona in questione. Non è mica un computer a insultarmi, è una persona, e una anche poco intelligente. Sinceramente mi da fastidio. Nella vita di tutti i giorni mica tolleriamo le persone maleducate, mica tolleriamo quello che in tram spinge, il commesso che fa lo scocciato, il cliente che prova due mila vestiti e lascia tutto in giro, il compagno di classe che copiava da te e tu prendevi 5 e lui 6, il vicino che ha le sedie di piombo, o qualsiasi altra persona che fa cose fastidiose. Non potremmo mai tollerare l’atteggiamento di queste persone quindi perché dovrei lasciar passare un commento del genere? Quello che l’ha scritto ha un nome, un indirizzo, un numero di telefono, quindi vaffanculo la responsabilità delle cose che dice se la prende.

Ma vabbè, le persone sbagliano. Ma il punto è riconoscerlo, pentirsi, non so. Noi potremmo anche essere in grado di sbagliare di meno, se solo sapessimo assimilare meglio gli input e controllare di più gli output. Sbaglieremmo di meno se ci  prendessimo un po’ di tempo per analizzare i nostri errori, e devo dire che nessuno lo fa, viene vista come una semplice perdita di tempo. Poi però si va dallo psicologo prima o poi per rimediare al danno, peccato che dallo psicologo si fa la stessa cosa, analizzare gli errori. Altrimenti si va sui blog delle persone a scaricare il proprio mal di vivere.

Mi fermo spesso a pensare a voi che mi leggete, e penso che chi si prende il tempo di leggere -bene o male qualsiasi cosa: dal giornale, ai libri, ai blog, alle info sul web- stia intraprendendo o continuando una crescita interiore che lo renderà più solido, fermo, senza tutta questa ansia che la si percepisce nelle persone. E’ un cane che si morde la coda questa società, prima o poi tutti vogliono la stabilità mentale, un equilibrio, un posto in cui sentirsi a casa ma poi nessuno inizia davvero questo percorso. Quindi penso al tizio che mi ha scritto quel commento e mi viene da ridere, perché le persone come lui superficiali con il loro mondo materiale -dove le lezioni di vita non esistono- sono quelle che a 30 entrano in depressione perché non sanno che percorso stiano intraprendendo, o a che punto siano. Mi fa ridere semplicemente, perché certe cose vanno capite al momento giusto, altrimenti non si capiranno mai. E quello lì probabilmente non le capirà mai.

Fortunatamente ho delle persone, a cui tengo molto, che mi aiutano in questa fase. Ma se voi non aveste qualcuno di cui vi fidate, almeno quando leggete qualcosa con cui poi potete fare un confronto non snobbatela. Giusta o sbagliata che sia, è sempre una manciata di pensieri con cui fare un paragone, da cui imparare qualcosa scritto tra le righe magari o semplicemente con cui non essere d’accordo. In questo modo però almeno si prende una posizione. Un sì o un no. Non un boh. Un “non sono d’accordo”, un “sono d’accordo”, un “ma”, un “però”, non un “cogliona, ma perché cazzo devi sempre fare l’intellettuale, non c’è una lezione di vita per ogni cazzo di cosa, cazzo”.

Ebbasta… Fatevi un esame di coscienza, e che cazzo!

14 pensieri su “Non fare l’intellettuale

    • Anche scrivere commenti razzisti è libertà di espressione? (Per dirne una) Non credo.
      Gli insulti, in questo caso, non sono libertà di espressione, lo sono le opinioni argomentate. Se avesse scritto “non sono d’accordo, i tuoi articoli sembrano sempre delle lezioni di vita, il mio modo di vedere la vita è diverso” (per dire) quello sì che sarebbe un’opinione, e quindi la validissima libertà di espressione sarebbe indiscutibile.
      Ormai stanno tutti accettando il caos, a mio parere, poi ad esempio ci lamentiamo delle “guerre”.

  1. certa gente rende legittimo sentirsi superiori…
    non hai idea del il complesso di inferiorità che scateni in loro, specialmente quando non capiscono nemmeno di cosa parli

    • Ciao! 🙂

      Io non esprimo semplicemente le mie opinioni, tutto quello che scrivo è frutto di un’esperienza, di una cosa vissuta veramente. Se tu scrivessi un post in cui dicessi di essere andato al cinema io lo leggerei, se tu stessi male per un conflitto con qualcuno e lo scrivessi sul tuo blog io lo leggerei, perché le esperienze degli altri sono importanti quanto le mie. Solo che ognuno le racconta a modo suo. Che ci vuoi fare.

      Un saluto,
      A.

  2. Purtroppo nel web sono in molti a nascondersi dietro false identità sparando a zero sulle libere opinioni della gente. Essere maleducati e strafottenti è una scelta di vita. Io sarei incazzata quanto te (in passato mi accadde anche di peggio), ma se ne hai la forza… vai oltre.
    Stefania

      • In breve. Circa 7 anni scoprii per caso che nel web era nato un sito dove le adepte avevano come mission quella di distruggere virtualmente le persone. All’epoca avevo appena pubblicato il mio primo romanzo: mi massacrarono. Esordivano senza ritegno con nome e cognome, roba da denuncia presso la P.P per diffamazione ed ingiuria. Poi, un bel gg, hanno toccato qualcuno che forse era intoccabile ed il sito è stato fatto chiudere. Ho sofferto per mesi per la situazione e per ciò che postavano sul loro fico forum sulla sottoscritta.
        Era un gioco al massacro, ed erano in molte. Tutte donne.
        Ti par giusto? No, non lo è. Non ho mai nemmeno avuto la possibilità di difendermi.
        Solo in un occasione mi rifeci: mandarono una delegazione del gruppo ad una mia presentazione letteraria a Milano. Lo scopo era quello di disturbare, ma dal vivo non son nemmeno riuscite a dire ciao.
        Potenza del web e dei nickname.

      • Potenza del web, bah, io credo che dovrebbero prendere dei provvedimenti. Lasciare la libertà di parola sì, ma in caso di insulti, diffamazione, o cose del genere intervenire. E che cavolo! MI spiace per quel che hai passato, ad ogni tua parola ho immaginato quello che hai provato, per cosa, per delle persone stupide? Non è libertà di parola, è ignoranza e cattiveria. Cose che disturbano parecchio.

        Un abbraccio.

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