Fottere

A me dispiace che vedete del sentimentalismo in me. Mi dispiace anche quando mi inquadrate come una tipa malinconica depressa propensa al suicidio. Quello che scrivo forse ve lo fa pensare forse no, cazzo ne so io, tanto dipende sempre dal vostro stato d’animo del cazzo, mica posso farvi da psicologa. Competenze a parte.

Sì lo so, dico sempre che non me ne frega un cazzo di niente, quindi cosa mi dispiaccio a fare e oh, c’avete ragione anche stavolta: sapete sempre come smontare tutto e tutti. Mi frega tanto devo dire. Ma tanto moriremo tutti.

Ah, la libertà di parola, questa maledetta.

Devo far contenti tutti, ma io mica sono una scrittrice, e mica una blogger, e mica una ragazzina complessata. Quello che scrivo sono parole al vento, quello che faccio invece è sempre in mezzo a un tornado di merda.

Quante parolacce.

E’ che ormai si può dire e fare di tutto. Si può addirittura pensare. Puoi pensare a tutto.

Pensa. Tanto a nessuno frega un cazzo, pensa.

Mi ricordo ogni due minuti e mezzo la frase “tra cent’anni tutto questo non avrà alcuna importanza” tanto per sentirmi più inutile di quanto io non mi senta già, e per giustificare le perdite nella mia vita di cose e persone, per dare un senso a questo intenso sfruttamento delle mie potenzialità: credici.

E’ tutto così patetico che mi viene da berci sù fino a collassare e magari entrare in un profondo coma etilico.

La risposta esatta è che il mio sarcasmo viene interpretato malissimo dalle capre.

Fotte un cazzo se siete vacche, fotte un cazzo se siete degli attori porno mancati. Fotte. Fotte davvero tanto.

Vi dirò, mi sento sola proprio per colpa di voi esseri umani bastardi. Siete voi la causa del mio malessere a intermittenza. Umani, beh, umani si presuppone. Che se accarezzo un cane sento di essere più vicina all’idea dell’amore di tutte le stronzate che ci costruite voi attorno, cominciando dal matrimonio.

Dovete per forza farmi legare a qualcuno, così ci penso, mi impegno, mi comporto bene, ah i legami, questi maledetti. Che i legami li odio l’ho capito da quando è cominciato quello con i miei genitori.

Le cose sentimentali mi fottono, e io legata e bendata che non scappo da nessuna parte. No ma vi dirò, ci sanno fare. Come fottono loro, nessuno. Fanculo va.

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A me dispiace che vedete del sentimentalismo in me. Mi dispiace anche quando mi inquadrate come una tipa malinconica depressa propensa al suicidio. Quello che scrivo forse ve lo fa pensare forse no, cazzo ne so io, tanto dipende sempre dal vostro stato d’animo del cazzo, mica posso farvi da psicologa. Competenze a parte.

Sì lo so, dico sempre che non me ne frega un cazzo di niente, quindi cosa mi dispiaccio a fare e oh, c’avete ragione anche stavolta: sapete sempre come smontare tutto e tutti. Mi frega tanto devo dire. Ma tanto moriremo tutti.

Ah, la libertà di parola, questa maledetta.

Devo far contenti tutti, ma io mica sono una scrittrice, e mica una blogger, e mica una ragazzina complessata. Quello che scrivo sono parole al vento, quello che faccio invece è sempre in mezzo a un tornado di merda.

Quante parolacce.

E’ che ormai si può dire e fare di tutto. Si può addirittura pensare. Puoi pensare a tutto.

Pensa. Tanto a nessuno frega un cazzo, pensa.

Mi ricordo ogni due minuti e mezzo la frase “tra cent’anni tutto questo non avrà alcuna importanza” tanto per sentirmi più inutile di quanto io non mi senta già, e per giustificare le perdite nella mia vita di cose e persone, per dare un senso a questo intenso sfruttamento delle mie potenzialità: credici.

E’ tutto così patetico che mi viene da berci sù fino a collassare e magari entrare in un profondo coma etilico.

La risposta esatta è che il mio sarcasmo viene interpretato malissimo dalle capre.

Fotte un cazzo se siete vacche, fotte un cazzo se siete degli attori porno mancati. Fotte. Fotte davvero tanto.

Vi dirò, mi sento sola proprio per colpa di voi esseri umani bastardi. Siete voi la causa del mio malessere a intermittenza. Umani, beh, umani si presuppone. Che se accarezzo un cane sento di essere più vicina all’idea dell’amore di tutte le stronzate che ci costruite voi attorno, cominciando dal matrimonio.

Dovete per forza farmi legare a qualcuno, così ci penso, mi impegno, mi comporto bene, ah i legami, questi maledetti. Che i legami li odio l’ho capito da quando è cominciato quello con i miei genitori.

Le cose sentimentali mi fottono, e io legata e bendata che non scappo da nessuna parte. No ma vi dirò, ci sanno fare. Come fottono loro, nessuno. Fanculo va.

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