Intimità

Certo che ce n’è di intimità qui. A star di fronte al proprio ego, obbedire alla propria ragione, fare i conti con l’equilibrio di tutti gli universi conosciuti. A qualcuno non fregherebbe niente, di tutto questo, per altri è improbabile il contrario. Secondo alcuni l’intimità la si trova in altri posti, in altri luoghi non fisici, in altri tempi.

Eppure vi giuro che il calore di un altro corpo non scalderà che le lenzuola e invece il vostro cuore sarà putrido di solitudine. È il dono di riuscire a trasferire quello che abbiamo di buono dentro un qualcosa di materiale. Per forza. Lo facciamo per forza, tanto per etichettarci come esseri umani, e alla fine ci si riconosce anche senza un’etichetta.

Peccato poi, che quel materiale prima o poi marcisce, è la legge della natura, marcisce insieme alle cose di valore che ci abbiamo appiccicato avidamente sopra. Sono meccanismi in cui per un secondo sembra che ci arrivi e la pratica ti frega, ti manca, la noia ti consuma, il cervello ti fotte, il corpo cede.

L’intimità invece è qualcosa che ti permette di stare calmo, di capire, di capire meglio, di capire ancora meglio. Ti fa ridere e morire in pace, ti fa amare perché odiare sfinisce, ti fa respirare regolarmente e l’affanno neanche sai più come si faccia.

L’intimità è l’iride delle galassie. È alla base di una bella condivisione senza però pestare i piedi a nessuno, tanto meno spingerlo o avvelenargli il cibo. È quella cosa che cura la perversione a dosi piccole di endorfine e adrenalina, perché puoi godere di tutto quello che vuoi senza però possedere niente, o danneggiare niente o fare qualcosa di stupido.

L’intimità, quando la si raggiunge, fa vivere bene. Fa vivere così bene che non hai bisogno di fare del male agli altri per raggiungere la tua idea di felicità.

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20 pensieri su “Intimità

  1. ” L’intimità invece è qualcosa che ti permette di stare calmo, di capire, di capire meglio, di capire ancora meglio. Ti fa ridere e morire in pace, ti fa amare perché odiare sfinisce, ti fa respirare regolarmente e l’affanno neanche sai più come si faccia.” In questo paragrafo c’è molta arte!

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Intimità

Certo che ce n’è di intimità qui. A star di fronte al proprio ego, obbedire alla propria ragione, fare i conti con l’equilibrio di tutti gli universi conosciuti. A qualcuno non fregherebbe niente, di tutto questo, per altri è improbabile il contrario. Secondo alcuni l’intimità la si trova in altri posti, in altri luoghi non fisici, in altri tempi.

Eppure vi giuro che il calore di un altro corpo non scalderà che le lenzuola e invece il vostro cuore sarà putrido di solitudine. È il dono di riuscire a trasferire quello che abbiamo di buono dentro un qualcosa di materiale. Per forza. Lo facciamo per forza, tanto per etichettarci come esseri umani, e alla fine ci si riconosce anche senza un’etichetta.

Peccato poi, che quel materiale prima o poi marcisce, è la legge della natura, marcisce insieme alle cose di valore che ci abbiamo appiccicato avidamente sopra. Sono meccanismi in cui per un secondo sembra che ci arrivi e la pratica ti frega, ti manca, la noia ti consuma, il cervello ti fotte, il corpo cede.

L’intimità invece è qualcosa che ti permette di stare calmo, di capire, di capire meglio, di capire ancora meglio. Ti fa ridere e morire in pace, ti fa amare perché odiare sfinisce, ti fa respirare regolarmente e l’affanno neanche sai più come si faccia.

L’intimità è l’iride delle galassie. È alla base di una bella condivisione senza però pestare i piedi a nessuno, tanto meno spingerlo o avvelenargli il cibo. È quella cosa che cura la perversione a dosi piccole di endorfine e adrenalina, perché puoi godere di tutto quello che vuoi senza però possedere niente, o danneggiare niente o fare qualcosa di stupido.

L’intimità, quando la si raggiunge, fa vivere bene. Fa vivere così bene che non hai bisogno di fare del male agli altri per raggiungere la tua idea di felicità.

20 pensieri su “Intimità

  1. ” L’intimità invece è qualcosa che ti permette di stare calmo, di capire, di capire meglio, di capire ancora meglio. Ti fa ridere e morire in pace, ti fa amare perché odiare sfinisce, ti fa respirare regolarmente e l’affanno neanche sai più come si faccia.” In questo paragrafo c’è molta arte!

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