Di che profumo parla?

Non era solo il profumo, che proprio non mi andava a genio, uguale a quello di molte altre donne. Era la sua pelle, una pelle di quei corpi che si nutrono delle stesse cose, di quelle menti che si stressano per gli stessi problemi, di quelle anime sporche come se avessero tradito tutti in cambio di denaro.

Le anime non vogliono il denaro.

E’ quello che pensavo anche io. Ma anche la sua anima aveva un profumo, e nemmeno quello mi è piaciuto.

Perché?

Te lo dico subito. Non mi è piaciuto perché era un profumo con un passato intuibile, un futuro altrettanto prevedibile e nulla aveva quella donna che non avessero tutte le altre donne.

Ci è andato a letto però.

Certo ci sono andato a letto.

Com’è stato?

Frustrante. È stato come morire di una morte che si conosce, l’orgasmo peggio. Baciarla è stato come un tradimento, ma mi sentivo in dovere di farlo in quanto ci stavo andando a letto. Guardarla godere mi faceva raggelare il sangue però. Mi sentivo consumato da un odio immenso e dall’assenza totale di piacere vero più forte della sua bravura a fingere che le importi.

Perché non ha rispetto delle donne?

Non è che non ho rispetto delle donne, non ho rispetto di quello che alcune di esse rappresentano.

E cosa si aspetta da una donna allora?

Un buon profumo.

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Rispondi bene

Se ti dicessi che non rispetto il mio corpo, tu lo rispetteresti?

Se ti dicessi che non amo le mie labbra tu le baceresti?

E le mie mani, se io odiassi le mie mani tu le stringeresti?

Mi chiedo che faresti della mia anima, mi tormento a pensarti in preda a divorarne la carne intorno.

Saresti capace di pentirtene o di goderne e basta, in una lotta orientata ad aggirare il purgatorio, e comprare l’inferno all’asta.

Quindi se ti dicessi che amo le mie labbra tu baceresti loro o il mio ego?

Se usassi le mie mani per toccarti tu le ameresti di più e le ameresti di meno se le vedessi sfuggenti e impaurite?

Come mi tratteresti a prescindere da come mi tratto io?

Ti inginocchi per comandare non per sottometterti.

E quegli scemi che ci credono cadono volentieri nella tua trappola.

Perché piaci, perché aduli, perché tu pensi la perfezione esista, sei pronto a dimostrarne l’esistenza con l’arroganza di un avvocato convinto di vincere la causa.

Una cosa sconvolgente, eresia, pazzia, aiuto, religiosi in preda a dichiararti guerra, persino il diavolo ti invidia.

Quanto potresti mai amare, e quanto impazzire, se dovessi toccare il mio corpo soltanto?

Quanto potrei mai amare io, e quanto impazzire, se dovessi toccare il tuo corpo soltanto?

Dov’è la tua anima?

Dov’è?

Cosa mi tormenta

Torneremo indietro. Come i pentiti e gli scappati di casa. Torneremo con gli occhi bassi e lucidi e pesanti, ma non per una sconfitta, per resa, e non per vergogna, ma perché si soffre già da troppo tempo.

Troveremo la soluzione in un pantalone senza tasche e in una gonna senza orlo. Nelle labbra socchiuse, nel profumo della pelle.

Capiremo che bisogna andare nel profondo. Lotteremo contro ogni violenza, ma non per ostentare quello e quell’altro. L’intimità sarà la nostra arma, qualità, segreto e la sua ricerca nelle vite di quelli e quegli altri sarà il nostro solido senso di amare, rispettare e godere.

Abbiamo perso qualcosa di importante. Non sappiamo più amare, baciare, toccare, fare l’amore, rispettare. Non siamo più esseri umani. Io non so che cosa siamo. Io non so cosa stiamo facendo.