Ah cuore, cuore

Non dirmi che è fatto bene. Probabilmente ti darei torto a voce, ma è dentro che ci ho fatto pace. Continuo a mettermi in discussione, e quell’isterico del mio cuore se la ride quando mi arrendo. Cosa cambia, mi sussurra. Cosa importa, mi sgrida. Cosa vuoi, mi provoca.

Ah, cuore, cuore.

Cos’ho fatto?

E quindi il desiderio è la manifestazione della propria infelicità, oppure è un capolavoro? Ora so come bloccare il pensiero che altera i fatti e le percezioni, colpevole da poter corrompere con il profumo giusto, al momento giusto. Così inciampa sul filo invisibile mentre i fatti ora, giuro che non li ho ingigantiti perché li vedo solo io, sono della giusta dimensione.

Leggo della meccanica e mi esalto con i numeri, illusa di poter spiegare perché io e te nello stesso momento abbiamo pensato la stessa cosa. L’inspiegabile intorpidisce il mio cuore e sono tutta in vena di essere felice perché quando non ci sono chiavi e serrature, mi sento più tranquilla. Cuore, non c’è niente da svelare, oggi. Tu continui a battere per me ed è come se qualcuno stesse bussando in continuazione.

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