La più grande forma di presunzione

Il mio professore  ha sempre detto a noi studenti, che non avrebbe mai scritto un libro in quanto è dell’idea che provare a farlo equivalga alla più grande forma di presunzione. E lui dice di essere tante cose tranne che presuntuoso. Lo dico perché glielo abbiamo chiesto in molti, io per prima, tante volte, con entusiasmo e la pupilla dilatata. Lo guardo con ammirazione. Lo ascolto con ammirazione. Ogni volta.

Lui avrebbe tante cose da dire, ha tante cose da dire, ma nessuna di queste contiene una morale forzata, lui dice semplicemente le cose e tu ci trovi la morale bella e pronta, ma senza essere invadente con i suoi concetti e pensieri, lui ti trasmette tante cose. E’ un filosofo. E’ uno che deve per forza di cose lasciare una traccia su questo mondo.

E non lo vuole scrivere sto libro. Ragazzi venderebbe davvero un sacco, e non importa la Casa Editrice o il prezzo del libro,  o questa roba futile, no non importa.

Seh, come no, io gli ho mandato una mail con la mia visione della cosa. Lo pubblicherei con il titolo La più grande forma di presunzione con la Mondadori perché fa figo. Se qualcuno di voi utilizzerà questo titolo per qualcosa gli spacco il culo. Ok. Detto questo, gli ho mandato la mail e lui mi ha risposto dicendo che l’ho mandato in crisi.

Oh mio Dio, cosa, che cosa? IO? IO ho mandato in crisi LUI? IO? In CRISI? Ragazzi non capite l’eccitazione e la gioia, e l’onore di aver ispirato una persona che per tutto questo tempo ho sempre idealizzato. Non potete capire.

Ma perché non prendere i pensieri e concretizzarli attraverso le parole, che se non lo fai si perdono e io non posso permetterlo.

Scrivere è la più grande forma di presunzione, dice.

Ma gli esseri umani sono imperfetti, presuntuosi, ipocriti. Siamo una razza difettosa, come se fossimo stati assemblati senza alcun libretto delle istruzioni.

Nonostante questo ognuno di noi ha una sua filosofia di vita. Una visione del mondo che le proprie esperienze ti costruiscono pian piano, e tu ti ritrovi ad un certo punto con riflessioni, pensieri, principi e non sai da dove diavolo siano sbucati fuori. All’improvviso hai tante cose da dire, hai un’opinione su tutto o quasi, cominci a sviluppare questa propensione a comprendere le cose che ti stanno accadendo e questo ti spaventa. Ti spaventa perché sei un essere umano, e ti spaventa perché gli esseri umani sono imperfetti e ti spaventa perché i tuoi pensieri sono imperfetti.

Siamo tutti dei presuntuosi, ma è una forma leggera e quasi innocua se parliamo della scrittura. Se pensiamo al confronto, alla crescita interiore di ognuno di noi, alla voglia di ascoltare, condividere, capire, capirci.

Lei si chiede perché quello che dice dovrebbe interessare a qualcuno, o meglio, si domanda soprattutto se sarebbero utili a qualcuno le Sue parole. 

Ma scrittura non è molto lontana dall’Arte. I quadri di per sé non hanno alcun scopo, eppure le persone continuano a dipingere. Gli strumenti musicali sembrano superflui nelle nostre vite eppure c’è gente che continua a suonare, e gente che continua ad ascoltare la musica. Persone che non fanno altro che immortalare attimi come se questi durassero per sempre, attimi di vita quotidiana, paesaggi, pose artistiche e la fotografia sembra non sparire mai. Libri su libri, e gente che continua a leggere.

L’arte è presuntuosa, la bellezza lo è. Noi lo siamo ancora di più. E senza tutta questa presunzione mi domando se il mondo sarebbe uguale, migliore o peggiore.

E ci rifletto su, sperando di scoprirlo un giorno. E mi dica se questa non sia la più grande forma di presunzione, Prof. Me lo dica.

– Ho letto la tua mail.

– Ah davvero?

– Si, mi piace. Mi piace come scrivi. Scrivi bene.

– Ah davvero??

– Sì, mi hai messo in crisi.

– Ah. Davvero???

– Sì, leggendo quello che hai scritto mi son reso conto che hai ragione, potrei scriverlo…

– Davvero???

– Sì, ora metterò giù le mie teorie…

– Ma davvero?????

– Sì.

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