Montagne russe

Sono stesa sul letto con lo sguardo fisso sul soffitto, che nonostante il buio delle tre di notte riesco a vedere abbastanza bene. Non so se sia peggio non dormire a quest’ora oppure non dormire e pensare guardando il soffitto. Sto pensando a come mi sento quando certa gente non mi sta accanto.

Penso anche a come mi sentirei se per caso, un giorno, per chissà quale strana ragione una di queste persone se ne andasse via per sempre. O se fossi io quella costretta ad andarmene. Che sarebbe peggio. Credo.

Mi rendo anche conto che non riuscirei mai a scoprire la verità, e questo mi mette sotto pressione. Anche se da una parte mi sento anche sollevata. Sotto pressione. Sollevata. Boh, vabbè.

Con una rapidità incontrollabile il mio stomaco riesce a mischiare tutte queste emozioni e a farmele subire. Sto beatamente subendo sul mio comodo letto. E’ divino. E’ perverso.

Ho le montagne russe nello stomaco, nella mente, nel cuore. E ce le avete anche voi. Dovete solo capire se siete in grado di resistere a tutti quei giri. Ma non ce la farete.

Preparatevi alle farfalle nello stomaco, ai mal di testa inspiegabili, alle fitte di dolore al cuore. Preparatevi alle vertigini nello stomaco, nella mente, nel cuore.

Oppure no, non preparatevi. Tanto la vita non la dirigete voi. Non dirigete voi le montagne russe, voi ci siete dentro e basta. I comandi sono a terra, e sapete benissimo che siete tutti aspiranti sognatori.

Cercate tutti un rifugio nella vostra mente, e nello stesso tempo la stabilità e l’equilibrio. Un po’ azzardato, per chi ha i piedi per terra e la testa tra le nuvole.

Lui è buono. E questo mi spaventa

Non so che cosa lo abbia colpito di me esattamente. Quale parte lui abbia trovato interessante. O comunque se gli sono sembrata un caso disperato o se io gli abbia fatto pena. Non so perché è entrato nella mia vita, non so perché mi ha permesso di entrare nella sua, avrei potuto benissimo incasinargliela e magari l’ho anche fatto, questo non saprei. E continuo a non capire, è come se da una parte non lo meritassi, e invece lui mi ha sempre fatto capire il contrario, mi ha sempre fatto sentire al sicuro. Paradossalmente ho pianto tante volte parlando con lui, pensando a lui, ma erano pianti di felicità. E questo mi ha fregata. Io gli sono grata perché ho imparato molto, e dovevo imparare ancora di più ma sono stata troppo stupida per capire tante cose. Lui mi faceva sentire protetta e nel frattempo io avevo paura. Paura di lui. Non perché fosse una cattiva persona, anzi, è che… quello che mi trasmetteva era troppo per me. Era troppo buono con me, e mi spaventava perché nella mia vita non avevo mai provato quelle sensazioni e non avevo mai incontrato persone buone. Come lui. E come stavo dicendo, io non ho ancora capito cosa gli passò per la testa quel giorno in cui mi disse che ho uno sguardo pieno di…tante cose. Non capisco perché ha scelto di leggermi dentro, non mi vanto di essere una bella persona, e lui comunque ha sprecato il suo tempo. Poteva benissimo passarlo con chi il significato della paura non lo conosce anziché con chi sembra sempre lamentarsi della propria vita e spera in un salvataggio di emergenza. Ma lui… è entrato nella mia vita, mi ha fatto provare determinate emozioni, mi ha insegnato molto e siamo arrivati al punto in cui io sento di averlo tradito. E mi sento uno schifo. L’ho tradito, lo so, gli avevo fatto una promessa e non l’ho mantenuta. E questo mi fa male: non solo perché l’ho deluso, mi ha fatto male perché gli ho dimostrato di essere come quelle persone che io odio, come una in particolare, che ha sempre fatto delle promesse e non le ha mai mantenute. Io non ho mai voluto essere come quelle persone, come quella persona. Lui lo sapeva anche, lo conosceva bene il motivo, e ora che è venuto a sapere che ho agito esattamente come quelle persone e che sono…  come loro, beh, potrei uccidermi. Non ho più una dignità, niente orgoglio, non che mi sia mai servito ma era bello avercelo lì, per ogni evenienza. Lo so anche che a questo punto non importa, che non gli importa più, di me e delle mie promesse. Ho fatto delle scelte sbagliate, diciamo pure che ho perso delle occasioni, che ho sbagliato le strade della mia vita, il percorso, la direzione, le valutazioni, e mi odio per questo… perché avevo una persona affianco che mi stava passo passo insegnando come fare. E io di questi insegnamenti sembra che non abbia imparato niente. Ma sono così grata a Dio che me lo abbia fatto conoscere. Gli sono grata di aver incontrato una persona buona nella mia vita. Finalmente. Però sono lenta. Cavolo se lo sono. Sono una persona che ha dei tempi lunghissimi per le cose di valore, per le persone. Mi ci vuole davvero tanto, troppo forse, per fare la maggior parte delle cose nella mia vita. Forse non mi crederà se gli dicessi che la promessa che gli ho fatto, ovvero quella di incontrarci finalmente voglio mantenerla. Ma voglio davvero. E’ solo che ho paura, ho paura delle persone buone come lo è lui. Da quelle cattive ti aspetti di tutto, sei pronto e ben preparato in anticipo dalla vita, ma da quelle buone non sai mai cosa aspettarti. E come dice lui, non è qui per ferirmi. E so che non mi ferirà, non mi deluderà. Ho solo paura di deluderlo io. Perché per la prima volta, e prima per davvero, sto cercando di prendere iniziativa io. Non l’ho mai fatto per ovvi motivi, ovvi sicuramente per lui, un po’ meno per me e infatti ho cercato di non credere alle persone che mi facevano troppo complimenti, io non mi ci vedo, ho fatto cose troppo brutte. Ma lui… lui mi ha fatto piangere tante volte. Ed è vero che sono abbastanza sensibile ma quando una ragazza piange per un uomo due sono le possibilità: o le ha fatto del male o l’ha fatta emozionare. E lui non mi ha mai fatto del male. Mi chiedo come fa, un uomo a far emozionare una ragazza che non si aspetta più niente dalla vita ormai.