Affermazione provocatoria

Affermazione provocatoria: se si annoia a fare sesso con te probabilmente è perché non sei virtuale. Allora magari sarebbe interessante rispondere a queste domande.

  1. Lo trovi impulsivo, si impegna sconsideratamente in attività senza badare alle conseguenze?
  2. Lo trovi compulsivo, si fissa o si concentra nei riguardi di determinati oggetti o comportamenti, e deve averli per forza, non importa a quale prezzo?
  3. Lo trovi emotivamente labile, ed ha sbalzi d’umore improvvisi e imprevedibili?
  4. Dimostra scarsa capacità di giudizio?

Se è tutto sì, sì, sì, sì forse dovresti leggere questo articolo.

Pornografia, masturbazione e dopamina: le droghe che distruggono il cervello

Questo era per introdurre un argomento su cui ho una posizione ben precisa, e difficilmente affermazioni tipo “libertà di espressione sessuale” riescono a farmi cambiare idea. Perché quando parlate di libertà e di droga come se fossero sinonimi, nonostante poeticamente suoni molto bene, scientificamente probabilmente un po’ meno.

Cerchiamo di capire queste quattro cose.

“La pornografia e la masturbazione compulsiva conducono cronicamente alla dipendenza dalla dopamina, neurotrasmettitore prodotto dal nostro organismo quando proviamo piacere sessuale.”

Cosa vuol dire compulsivo? “In psichiatria, di impulso, comportamento, atto e sim., che viene eseguito da un soggetto in modo macchinale e infrenabile.”

Cosa vuol dire infrenabile? Che non si può frenare.

“Il masturbatore cronico ottiene talmente tanta dopamina tramite la pornografia che arriva un momento in cui non si sentirà più attratto dalle donne “reali” perché il sesso “vero” gli darà meno dopamina della masturbazione con video porno.”

“Poiché avviene una desensibilizzazione dei circuiti di ricompensa, stimoli più forti e ancora più forti sono necessari per aumentare le dosi di dopamina. Nella dipendenza da pornografia, immagini sempre più scioccanti sono necessarie per stimolare la persona.”

E quindi arriviamo al danno del lobo frontale che l’articolo spiega come una sorta di “usura delle pastiglie dei freni.”

“Un effetto collaterale frequente è che si riduce drasticamente la capacità di amare. Il lato sessuale diventa in un certo senso disumanizzato. Molti sviluppano “un ego straniero” (o lato oscuro), il cui nucleo è una lussuria antisociale priva della maggior parte dei valori. Nel frattempo, l’aumento di masturbazione ottenuto mediante il consumo di pornografia diventa più invadente nelle relazioni della vita reale. Il processo di condizionamento masturbatorio è inesorabile e non regredisce spontaneamente, anzi tende a peggiorare, come tutte le dipendenze, finché il circolo vizioso non viene ad essere spezzato. Questo quasi sempre porta alla disarmonia di coppia e coniugale, a volte il divorzio e – nei casi più gravi – a comportamenti illegali”.

Quindi basta? Non si ama più perché qualcuno vi vende un po’ di dopamina? Penso che siamo entrati in una fase critica per le relazioni affettive. Crisi, dubbi e incertezze ci sono sempre state, ora sono terribilmente amplificate. L’uomo si è allontanato prima dalla natura, ora si sta allontanando dai suoi simili, più o meno evoluti.

La parola chiave è “desensibilizzazione”. Gli uomini si masturbano da soli nel loro spazio privato mentre la “compagna” è nell’altra stanza, a cercare un piano di fuga, e lo chiama “emancipazione” per distrazione.

Sveglia. E’ ora di provare piacere nel mondo reale con una donna reale, perché altrimenti diventate individui egoisti desensibilizzati con il lobo frontale danneggiato. E io non ho voglia di camminare per strada vicino a elementi del genere.

Non è un discorso di diventare dementi per ritrovare la bellezza, con il tempo, di toccare un corpo vero. Da slow food a slow sex. Non vi spaventa questa regressione? Non vi preoccupa? Perché magari dementi si diventa veramente, ma non so se ci sarà più qualcosa di bello da (ri)scoprire.

Che lavoro fare?

In questo momento storico, scegliere l’università o un lavoro che vorremmo o potremmo fare è molto difficile. Non solo per un discorso di cambiamento enfatizzato anche dalla tecnologia che sta modificando il concetto di lavoro in sé. Parlo dell’orientamento, di una figura che aiuti a capire quali sono i talenti che puoi sfruttare nel mondo del lavoro, o cosa sei più predisposto a fare. Una figura, come quella del coach che stimo ma che non ti chieda 3000 euro per sei sessioni (consigliate) perché è una fase in cui sei un ragazzino e non hai tutti quei soldi.

L’orientamento è molto difficile. Sempre di più per gli insegnanti che nel 2018 vengono “bullizzati” da ragazzini che hanno dei problemi molto grossi che vanno risolti immediatamente.

Per tutti quelli che, come me, hanno tanti interessi e si impegnano in ogni cosa che strumenti ci sono per capire quale sia il nostro valore aggiunto? Dopo anni di ricerca e tirocini, ho capito che il mondo del lavoro non ti da la possibilità di capire quale sia il tuo talento migliore. Ti da la possibilità di sperimentare però, che è comunque importante. Nel tempo ho scoperto da sola due strumenti che, nel mio caso, sono stati molto utili a “orientarmi” verso un certo tipo di lavoro rispetto ad altri.

 

  1. test psicologico
  2. analisi grafologica

Certamente ci sono tanti servizi, gratuiti e a pagamento. Io ti propongo quelli che ho utilizzato io, facili ma professionali.

  • Test psicologico di orientamento al lavoro gratuito, sul portale Pagine Blu. Dicono di essere da 16 anni il primo portale italiano per la ricerca di “Psicologi Psicoterapeuti”.

https://www.psicologi-psicoterapeuti.it/test-di-orientamento-al-lavoro/

  • Analisi grafologica. Io ho usato il portale del Dott. Mauro Galli. L’ho contattato, e gli ho inviato il materiale che mi ha chiesto.

Conclusione. Quello che nessuno mi aveva mai detto è che possiamo cercare quello che ci piace. Invece noi cerchiamo sempre quello che dobbiamo cercare. Iniziamo a capire cosa vogliamo e quando arriveranno le opportunità, almeno saremo pronti.