Quali lividi?

Appena gli portano il caffè lui lo beve con una velocità per me inconcepibile. Si sarà sicuramente scottato la lingua e guardando le forme che assume la sua bocca capisco che è così. Realizzo che non se ne dispiace affatto mentre deve fare i conti con la mia disapprovazione. Come fa un uomo -mi chiedo- ad assaporare le cose se scarifica così le sue preziosissime papille gustative, come fa un uomo, ad assaporare una donna se si arrende cosi davanti ad un caffè. Non resisto e faccio un commento al riguardo al quale lui reagisce un po’ seccato e mi dice che non è tanto diverso dai miei lividi. Quali lividi, faccio la gnorri, lui insiste dicendo che a volte per amore sacrifichiamo qualcosa. Lo guardo, lo guardo male. Che c’entra l’amore con il caffè, che c’entra l’amore con le papille gustative, e con i lividi? I suoi occhi mi dicono che mi sono risposta da sola, le sue mani mi dicono la stessa cosa. Penso ai miei lividi e soffoco un sorriso malizioso, che lui smaschera benissimo dalle forme che assume la mia bocca.

Per il piacere sacrifichiamo sempre qualcosa, lo vedo da come facciamo l’amore, lo vedo da come beviamo il caffè.

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