Rispondi bene

Se ti dicessi che non rispetto il mio corpo, tu lo rispetteresti?

Se ti dicessi che non amo le mie labbra tu le baceresti?

E le mie mani, se io odiassi le mie mani tu le stringeresti?

Mi chiedo che faresti della mia anima, mi tormento a pensarti in preda a divorarne la carne intorno.

Saresti capace di pentirtene o di goderne e basta, in una lotta orientata ad aggirare il purgatorio, e comprare l’inferno all’asta.

Quindi se ti dicessi che amo le mie labbra tu baceresti loro o il mio ego?

Se usassi le mie mani per toccarti tu le ameresti di più e le ameresti di meno se le vedessi sfuggenti e impaurite?

Come mi tratteresti a prescindere da come mi tratto io?

Ti inginocchi per comandare non per sottometterti.

E quegli scemi che ci credono cadono volentieri nella tua trappola.

Perché piaci, perché aduli, perché tu pensi la perfezione esista, sei pronto a dimostrarne l’esistenza con l’arroganza di un avvocato convinto di vincere la causa.

Una cosa sconvolgente, eresia, pazzia, aiuto, religiosi in preda a dichiararti guerra, persino il diavolo ti invidia.

Quanto potresti mai amare, e quanto impazzire, se dovessi toccare il mio corpo soltanto?

Quanto potrei mai amare io, e quanto impazzire, se dovessi toccare il tuo corpo soltanto?

Dov’è la tua anima?

Dov’è?

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