Se cadi, muori.

#1

Ecco. Stai sull’orlo di un precipizio. Quello che, se cadi, muori. Un precipizio metaforico, molto metaforico, ma che è peggio di una vera e propria caduta. Lo so perché se cadi sul serio muori. Lo sai anche tu, no? Invece quando il dolore non è fisico com’è che puoi controllarlo? Con la ragione? Non penso proprio. Con l’impegno? Con la speranza? Con la buona volontà? Semplicemente credendoci? Pff. Come? Quando dentro di te c’è qualcosa di potente che sembra scoppiarti in petto, che ti ruba tutte le energie che hai a disposizione, che ti consuma l’ossigeno, che ti toglie l’appetito, la sete, quel poco di felicità che avevi accumulato, che ti assorbe tutto il calore che hai in corpo; gli occhi diventano lucidi. E’ il primo e l’unico segnale che il tuo corpo è in grado di mandarti quando davvero, qualcosa è troppo. Non piangi. Semplicemente hai gli occhi leggermente umidi. Per il dolore. La rabbia. Quello che vuoi. Però quando qualcosa è troppo, non puoi controllare niente e nessuno. Nemmeno te stesso, che credi di conoscere così bene. Comunque. Stare su quest’orlo ti fa capire una cosa. Che ci sono paure. Che hai paura anche tu. Che sei faccia a faccia, con la tua paura più grande. Che sei faccia a faccia con tutte le tue paure e le tue debolezze. Prima cosa stai calmo a domande inutili tipo “Che c’è?”, tanto della risposta a nessuno frega un cazzo, e la risposta giusta non la sapresti dare nemmeno tu. Perciò. Convinci gli altri che è il vento, la causa dei tuoi occhi lucidi. Anche se – detto tra noi – puoi dire anche che è lo sbadiglio, tanto ti crederanno. Se la berranno, come fanno sempre. E fin qui ci siamo. Dicevo. Sei sull’orlo di un precipizio…

One reply on “ Se cadi, muori. ”
Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.