Ma scegli di vivere o cosa?

È la seconda volta che mi pulisco. Invece è un nuovo neo. Devo abituarmi alla sua comparsa. Puoi crederci che quelli sono atomi nuovi? O quanto meno, se nulla si crea, puoi crederci che una parte di me si sia trasformata? Fisicamente trasformata. E perché non dovrebbe succedere lo stesso con la mente, con il carattere, con la personalità e la voglia di vivere.

Prendo in prestito la capacità degli anziani di raccontare fatti della loro vita come la più grande storia di tutti i tempi, non facendo alcuna differenza tra sofferenze e conquiste. Cosa cambia nella loro concezione della vita? E cosa li accomuna e perché io che sono giovane devo soffrire per cose che loro raccontano con gioia e gli occhi lucidi?

Così penso alle scelte e ai consigli che noi non ascoltiamo, ma che con il senno di poi si rivelano dei veri e propri bivi. Ci sono grandi decisioni nella vita, che davvero la stravolgono. E quando guardi indietro ti sembra tutto chiaro e logico, e forse riesci a fare dei collegamenti. Mentre nel momento della decisione non è così ed è come scegliere bendato e un po’ affidandoti all’istinto.

Dimmi, perché io non avrei dovuto ascoltare il mio istinto o perché non avrei dovuto prendere una decisione bendata se lì dove ero, non ero felice?

Ma tu cosa ti aspettavi? Lo avevamo messo in conto che sarebbe successo. E se vuoi saperlo l’ho imparato per costrizione anche io. Io a mia volta ho agito nella stessa maniera con la mia vita come hanno agito in molti: ho detto no tante volte alla possibilità di essere felice. E vuoi sapere cosa penso? Che non è corretto. Nessuno dovrebbe nascondersi dietro i cassonetti della spazzatura per spirito di condivisione.

“Tu devi starmi vicino.”

Perché dovrei? Perché dovrei stare vicino a te che vuoi una colonna di cemento a cui appoggiarti perché hai corso. Sento il tuo affanno ma mi rifiuto di essere una colonna di cemento per te. Tutto cambia, e se cambia il vento perché non dovrei cambiare anche io e perché pensi che non cambierai nemmeno tu? Le colonne cedono, solo le persone amate e che amano sono forti per sempre.

Non hanno senso, certe cose, infondo hai ragione anche te.

È vero, avevo visto la luce. E l’ho seguita, che vuoi da me? Tu se l’avessi vista avresti fatto altrettanto. E infatti, per arrivarci mi sono tagliata, ho sanguinato e il mio cuore ora potrei quasi dire che odia le mie braccia, che ti sono saltate al collo come per promettere, mentre io non volevo proprio promettere nulla.

Ma la tua premessa, non me la scorderò mai. Hai precisamente detto che tu non mi darai nulla perché non hai nulla. E alla fine mi hai urlato contro che mi hai dato tutto e che mi ami.

Io sai cosa ho fatto? Ho agito, perché non ho accettato minimamente di rimanere ferma nella mia infelicità. Mia. Mia. Chissà quale crimine. Sono stata sincera, con me stessa, con chi avevo intorno. E quante volte mi hai guardata in un modo in cui non potevi date le tue mani rozze. E se cambi, e se hai paura, e se te ne freghi, dillo. Dillo al mondo, perché il mondo non ha segreti per te e tu invece ne hai fin troppi.

Devo forse scoprire, che saresti felice se io soffrissi?

Ora la morale c’è. E la corazza diventa più dura che mai. Ma non la userò mai come scusa per la mia incapacità di fidarmi delle persone e la premessa di non avere nulla da dare. Non dirò mai a nessuno che ho sofferto, dirò loro che sono stata felice, e che lo sono tuttora e che ora tocca a loro. Con orgoglio guardo quella luce che ho sprigionato io irradiando qualsiasi cosa.

Questo neo nuovo è piccolissimo. Si trova appena vicino all’unghia. Il suo colore si intona con la lieve abbronzatura della pelle. Non l’hai mai visto tu. Perché è una parte nuova di me. Perché le cose cambiano come cambia il corpo, come il vento, come la mente, come il mare.

Ma tu scegli di vivere o cosa?

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