Ti prego vattene

Sentiva il bisogno di regalarmi qualcosa. Sentiva di avermi rubato l’infanzia, calpestandola con il suo menefreghismo, doveva rimediare per fare pace con Dio. Non ci fai mai caso quando demolisci la sensibilità altrui, non capisci nemmeno quando questo nasconde un parassita che ti mangia gli organi interni, iniziando dallo stomaco con le sue cazzo di farfalle.

Se sentiamo quel strano movimento delle placche dentro di noi è perché qualcuno ci ha fatto ingoiare veleno, sai mai poi come va a finire con la salute, nervi sprecati, psicologi che ci provano ma tu ti chiudi ancora di più e ti ribelli perché la tua mente non riesce a trovare qualcosa di più giusto e logico da fare. Forse è istinto. Forse è una resa davanti a una massa di cretini, forse abbassarti e alzarti secondo tutti quei livelli non fa per te e stanca: star dietro alle persone stanca.

Non lo capisci quando qualcosa è troppo, nessuno te lo fa vedere, niente foglietti illustrativi, istruzioni in una lingua che non conosci. Il bastardo ti ride in faccia, come se non ti avesse mai fatto del male. Poi spunta fuori da un cazzo di buco nero e sono passati decenni. Un sacchetto di caramelle. E questo è troppo. Il diavolo è più premuroso se la mettiamo a paragoni, e non voglio andare avanti che solca, l’ha sempre fatto.

Non farti proprio vedere. Non voglio niente da te, e vattene, impacchettati le tue care promesse e vattene. Che poi non hanno mai avuto proprio senso le tue parole. Non voglio niente. Vattene. Ti prego vattene.

One reply on “ Ti prego vattene ”
  1. non riesco a smettere di leggere il tuo blog. io ho cancellato tutto e ricominciato da capo. tipico di me. mi sento molto vicina a quello che scrivi e mi piace come lo fai. mi sento solo di dirti GRAZIE.

    S.

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